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Cenni Storici

L'origine di Trecenta risale ai tempi degli antichi romani, che nel 163 A.C. la strapparono agli Etruschi per stabilirvi - con il nome di  Annejanum - un accampamento militare ubicato a cento trenta (centum triginta) miglia romane da  Rimini sulla via Annia  che portava alle Alpi.  Per la sua posizione strategica al crocevia di importanti strade commerciali e militari Trecenta è stata nei secoli terra di conquista.

Trecenta fu saccheggiata da tutte le principali tribù barbare tra il 263 ed il 774, quando passò sotto il controllo del papato che durò per quasi mille anni. Dal 1208 al 1799 fu dominata dagli Este, prima come parte della signoria di Ferrara e poi su legato del Papa. Pur soffrendo per le loro diatribe interne e con i Veneziani, fu sotto la loro amministrazione che Trecenta ebbe in dotazione fertili terreni agricoli quando in soli tre anni (dal 1609 al 1612) il Marchese Bentivoglio - ambasciatore di Ferrara – riuscì a bonificare le paludi che da sempre la circondavano. In proposito, taluni fanno risalire le origine del nome a "terra esenta" dall'acqua.

Le invasioni straniere ripresero con gli Austriaci nel 1701 e culminarono nel 1796 con l'arrivo delle truppe francesi di Napoleone I. Ma il vento di libertà ispirato dalla Campagna d'Italia fu tragicamente soffocato quando il Congresso di Vienna nel 1815 assegnò Veneto e Lombardia al controllo austriaco. Grazie anche all'eroismo di alcuni suoi cittadini (tra i quali il Col. Luigi Bosi, eroe della difesa di Venezia) nel 1866 Trecenta entrò comunque nel Regno d'Italia.

Un breve periodo di prosperità fu però seguito dall'inondazione dell'Adige nel 1882, due guerre mondiali e la grande alluvione del 1951 che ebbero la meglio sul tradizionale stoicismo dei suoi abitanti. Con l'economia agricola in ginocchio sotto metri di fango, ebbe inizio un flusso di emigrazione che portò i Trecentani nei più disparati angoli della terra. Cinquanta anni dopo, malgrado l'eccellente rete stradale che la collega a Verona, Padova e Ferrara, Trecenta resta una piccola cittadina agricola con circa 2.500 abitanti non molto diversa da quella che diede i natali a Luigi Masetti, campione di cicloturismo del 1800.

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