Tel +39 0425.700404

 

Un Parco di 90 ettari con oltre 70.000 alberi e due laghi

30 Posti-letto dotati di ogni confort: clima, televisione satellitare, WiFi internet, telefono diretto…

Equitazione, pesca sportiva, campo sportivo polivalente, palestra, piscina, solarium, bagno turco…

BENVENUTI ALLA BISA!

Concittadini Illustri

COL. LUIGI BOSI (1813-1892)
bosi.jpgLuigi Bosi nasce a Trecenta (al tempo in "Provincia del Polesine") il 16 Gennaio 1813 da Clementina Bartoletti e Modesto Bosi e segue inizialmente la carriera del padre, che per 45 anni fu al servizio del Regno nel giudiziario. Completati gli studi in filosofia il 3 Gennaio 1839 è assunto come Praticante presso l'Imperial Regio Tribunale d'Appello Generale Veneto a Venezia e due anni dopo (il 12 Dicembre 1840) è nominato "Auscultante" senza paga presso l'Imperial Regio Tribunale Criminale di Venezia, da dove viene distaccato per 5 mesi presso l'Imperial Regia Pretura di Ariano Polesine. Superato "con capacità distinta" l'esame di idoneità alla nomina di Giudice Civile e Criminale l'8 Ottobre 1846, è a Venezia presso il Tribunale d'Appello Generale Veneto quando scoppiano i moti del 1948.
Abbandonando contro la volontà paterna la sua prestigiosa posizione (sarà formalmente "licenziato" dal Tribunale il 14 Maggio 1850), il 28 Settembre 1848 raggiunge il fratello Giacomo arruolandosi volontario come Tenente nella Legione d'Artiglieria Volontari Veneti "Bandiera e Moro" dove già un mese più tardi (il 22 Ottobre 1848) viene promosso Capitano. Il 4 Maggio 1849 accorre a difendere Venezia affamata per l'assedio austriaco ed il 9 Maggio 1849 a Forte Marghera viene ferito "da mitraglia" alla spalla destra. Per il suo eroismo nella difesa della città lagunare (esiste ad oggi un monumento sul Ponte che collega Venezia a Marghera) viene insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare dal Governo dell'Emilia e promosso in data 21 Maggio 1849 a Luogotenente dell'Artiglieria di Terra Veneta, dove un mese più tardi (il 26 Giugno 1849) viene nominato Capitano.
Con la restaurazione austriaca, il 22 Ottobre 1849 abbandona il servizio e ripara all'estero perché sempre ricercato dall'Imperial Regio Governo per i fatti del '48. Il suo nome riappare nelle cronache ufficiali solo 10 anni più tardi quando il 6 Maggio 1859 si arruola nuovamente con il grado di Capitano fra i Cacciatori degli Appennini per partecipare alla campagna di guerra. Di lì l'11 Giugno 1859 passa con lo stesso grado al II Reggimento Corpo Cacciatori delle Alpi (che il 20 Ottobre 1859 prende il nome di II Reggimento Brigata Cacciatori delle Alpi). Ricevuta la Medaglia Commemorativa Francese per la campagna del '59, il 20 Maggio 1860 viene trasferito al 52mo Reggimento di Fanteria, dove il 23 Marzo 1862 viene promosso a Maggiore dell'Arma di Fanteria. Cinque giorni dopo passa al 31mo Reggimento di Fanteria, dove resta sino al 7 Giugno 1863, quando viene trasferito con lo stesso grado al V Reggimento Granatieri di Napoli.  Quando è già nella Riserva con il grado di Colonnello, viene eletto "quasi all'unanimità" deputato del Collegio Elettorale di Badia Polesine il 25 Novembre 1866. Il 31 Marzo 1868 viene insignito della carica di Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e due mesi dopo nominato Ufficiale d'Ordinanza Onorario. All'età di 56 anni (il 4 Giugno 1869) riceve la Medaglia d'Argento al Valore Civile per aver salvato con una barca a remi un custode di Borgoforte (Mantova) in procinto d'affogare per lo straripamento del Po. Nominato il 28 Marzo 1892 Presidente Onorario del Comitato Regionale Veneto Veterani '48-'49, si spegne a Trecenta,  dove una lapide sulla facciata della villa di famiglia ancora ne ricorda le gesta.

PROF. UGO GRISETTI (1910-1989)
grisetti.jpgNato a Verona il 9 settembre 1910 e deceduto a Badia Polesine il 12 ottobre 1989.
Laureato in medicina e chirurgia a Padova nel 1933 e specializzatosi in varie discipline: chirurgia generale, ortopedia, radiologia, ginecologia e medicina legale.
Docente all'Università di Ferrara negli anni '50 e '60.
Nominato Assistente Chirurgo a Trecenta nel 1934 dove rimane, ininterrottamente, (ad eccezione del periodo della chiamata alle armi durante la seconda guerra mondiale), fino all'8 settembre 1980 (compimento dei 70 anni).
Nella seconda metà degli anni '40 viene nominato Primario di Chirurgia presso l'Ospedale di Trecenta.
Da questo periodo fu molto attivo nel promuovere il miglioramento dell'Ospedale, aumentandone i posti letto, ampliando la struttura e potenziandone le attrezzature.
Il ricordo rimasto nella popolazione polesana è quello di un "Grande Dottore". Così lo ricorda un collega rimasto al suo fianco per diversi decenni: "un Medico ed un Primario che ha sempre dimostrato il suo spirito di grande umanità, di correttezza professionale, un lavoratore instancabile che si è sempre sacrificato senza risparmio per il bene dell'ammalato. Appassionato della chirurgia, ha sempre studiato e seguito con passione congressi e aggiornamenti. A tutto si aggiunga la rara dote del "disinteresse".

LUIGI MASETTI (1864-19??)
masi.jpgPochi al mondo, e quasi nessuno a Trecenta (dove Masetti nacque il 28 dicembre 1864) aveva mai sentito parlare di questo straordinario personaggio fin quando nel 2002 il rodigino prof. Luigi Rossi, docente alla Gesamtschule "F. Steinhoff " di Hagen e storico del Polesine, anticipò i primi risultati di oltre 7 anni di ricerche in un articolo pubblicato dalla rivista "Le Rive" (Gravellona Toce, Verbania - nr. 6/2002, pag. 22-30) diretta dal prof. Lino Cerutti.
Emigrato dal Polesine all'età di 20 anni, prima a Milano e poi in Svizzera, Masetti fu folgorato dalla passione del ciclismo al punto che - acquistata con molti sacrifici la sua prima bicicletta - partì da Milano nel 1892 per un primo viaggio attraverso l'Europa di "soli" 3.500 chilometri.
Spinto anche dai successi riportati in alcune gare sportive, l'anno successivo riuscì a farsi sponsorizzare da un quotidiano milanese una "gita" di 7.000 chilometri da Milano alla grande esposizione mondiale di Chicago (via Svizzera, Germania, Francia ed Inghilterra) e ritorno promettendo in cambio di inviare settimanalmente al giornale un resoconto del suo viaggio. Partito da Milano a metà luglio, arrivò alla meta due mesi più tardi e fu persino ricevuto dal Presidente degli Stati Uniti.
Rientrato a Milano, abbandona la facoltà di legge a Pavia alla quale si era iscritto prima di partire per scorrazzare in bicicletta in lungo ed in largo per l'Italia e l'Europa prima di ripartire nel 1897 - sulle orme di Napoleone - per un viaggio dalle Alpi alla piramide di Cheope in Egitto e rientrare a Milano dopo una visita al medio oriente. Non stanco, accumulò altri 5.000 chilometri sul sellino in un viaggio attraverso l'Italia, la Grecia, i Balcani e l'Austria prima di salire sul Monte Bianco e da lì attraversare la Foresta Nera in un'altra "gita" attraverso Francia e Germania.

NICOLA BADALONI (1854-1945)
badaloni.jpgNato a Recanati il 2.12.1854 e deceduto a Trecenta il 21.5.1945. Laureatosi non ancora 23enne a Napoli in Medicina e Chirurgia nel 1877. Medico Condotto a Trecenta dal 1878 al 21.05.1945.
ATTIVITÀ SCIENTIFICA
Assistente Cattedra Medica Università di Padova, Libero Docente Università di Perugia e poi di Napoli. Membro del Consiglio Superiore della Sanità e relatore disegni di legge socio-sanitari sull'abuso di sostanze stupefacenti.
ATTIVITÀ UMANITARIA E POLITICA
Lavora nella provincia di Rovigo, all'inchiesta sulla "pellagra", componente della "Lega della Democrazia" ed esponente del partito Socialista in Polesine. Nel 1886 viene eletto al Parlamento nel collegio di Badia Polesine; nell'anno 1889 è Consigliere Provinciale a Rovigo. Al Parlamento, relaziona sulla pellagra. sulla malaria e sulle leggi per i veterinari municipali; nel 1920 è nominato Senatore su proposta di Giolitti. siede con Croce contro il fascismo; nel 1922 si ritira dalla vita politica dedicandosi ai poveri e vivendo lui stesso in povertà. Da Deputato si batté per il suffragio universale, collaborò all'inchiesta Ministeriale sulle condizioni dei lavoratori agricoli polesani, si batté anche per la costruzione in Polesine, di infrastrutture quali ferrovie, servizi di collegamento postale, strade, opere di bonifica, e soprattutto Case di Cura per "pellagrosi e alienati mentali".
MEDICO A TRECENTA
Nicola Badaloni di cittadinanza marchigiana giunge a Trecenta nel 1878 con un incarico di Medico Condotto. In quegli anni Trecenta era il Comune polesano maggiormente colpito dalla "pellagra". Nel giro di pochi anni le sue grandi doti nel campo scientifico e sanitario in generale e la sua cura particolare per le classi povere, alle quali andava la sua solidarietà umana e politica, ne fecero un simbolo e un punto di riferimento per tutto il proletariato polesano". Nello stesso periodo accetta dalla "Deputazione provinciale" di Rovigo di indagare sulle cause della pellagra e sui tremendi effetti che tale malattia produce sull'organismo. È una ricerca fatta con passione, in cui mette in luce non solo gli aspetti più oscuri della malattia, ma indaga e descrive tutto l'ambiente economico-morale e sociale che attornia il pellagroso. La sua fama di medico, oltre che di politico, lo porta ad essere nominato nel 1889 consigliere provinciale, incarico che manterrà fino al 1919 senza interruzione. E’ proprio il continuo intrecciarsi tra vita politica e professionale che rende questo medico singolare. Nel momento in cui viene riconosciuto "pericoloso" si tenta di limitarne l'attività, non solo in quanto convinto assertore delle proprie idee. ma anche sotto il profilo professionale. Infatti nel 1894 lo si propone per l'assegnazione al domicilio coatto con l'accusa di "avere dal 1891 in poi, con conferenze pubbliche e in altri modi, manifestato il deliberato proposito di commettere vie di fatto contro gli ordinamenti sociali".
DOCUMENTI
“La sua autentica rivoluzione è stata fatta su uomini incolti, miserabili, analfabeti, imbarbariti dalla miseria e dalla malattia; questa sua rivoluzione è stata fatta scavando nell’animo dei singoli per far entrare sentimenti di umana solidarietà e amore, senza i quali non si può combattere per elevare una classe diseredata ed emarginata.
Con Badaloni una società di miserabili, senza cultura, malata nel corpo e nell’anima, venne decisamente migliorata ed elevata a società civile”.
Tratto da “La storia di un medico socialista” G. Manfrin
“ Egli concepiva la professione del medico come una missione; la conservazione della vita umana una cosa di interesse speciale. – Non sappiamo,egli diceva, quanto possa rendere una creatura strappata alle insidie del morbo; quale tesoro d’amore, di bontà, di carità possa donare al mondo una vita conservata e salvata.”
Tratto da “ Un apostolo del Socialismo” A. Cappellini 1950
NOTE BIOGRAFICHE:
Nasce a Recanati (MC) il 2 dicembre 1854.
Si laurea all’Università di Napoli il 27.8.1877, non ancora ventitreenne.
Si trasferisce a Trecenta nel 1878 in quanto assume la condotta.
Vive a Trecenta fino alla sua morte, avvenuta il 21 maggio 1945.
INCARICHI PROFESSIONALI:
Assume ufficialmente la condotta presso il Comune di Trecenta l’11.7.1878, all’età di 24 anni.
Nel 1885 diventa assistente alla cattedra medica dell’Università di Padova.
Nel 1886 inizia la libera docenza in Clinica Medica all’Università di Perugia.
Nel 1900 viene nominato libero docente in Patologia speciale medica presso l’Università di Napoli.
Nel 1907 diventa membro autorevole del Consiglio Superiore di Sanità e relatore di disegni di legge di indole sociale e sanitaria.
(Repressione dell’abuso di stupefacenti; Relazione sulla lotta alla malaria – 1909).
INCARICHI POLITICI:
E’ componente della “Lega della Democrazia” (la lega democratica veneto-mantovana, fondata a Padova nel 1872, promotori Tivardi e A. Mario).
Diventa guida del partito socialista polesano.
Nel 1886 viene eletto Deputato al Parlamento Italiano alla XVI Legislatura nelle fila della Lega della Democrazia.
Dal 1889 fino al 1919 è Consigliere Provinciale di Rovigo.
Nel 1890 viene rieletto alla Camera per il Partito Democratico.
Nel 1892 viene rieletto alla Camera per il Partito Socialista.
Nel 1900 viene rieletto alla Camera per il Collegio di Badia.
Diventa Presidente della “Federazione Provinciale delle Leghe”.
Nel 1918 è parlamentare, ma non appartiene ad alcun gruppo politico.
Dopo la guerra, nel 1919, si ritira dalla vita politica attiva.
Nel 1920 viene eletto Senatore del Regno su proposta del Giolitti.
ATTIVITA’ POLITICA E SOCIALE:
Impegno per l’estensione del diritto di voto ad una larga fascia di cittadini (suffragio universale).
Collaborazione con Jessie White Mario nell’inchiesta ministeriale sulle condizioni dei lavoratori agricoli nel Polesine.
Promozione di una ricerca sulla cause della pellagra, affidatagli dalla Deputazione Provinciale di Rovigo (lavoro durato 4 anni).
Impegno, nell’ambito provinciale, per la realizzazione di: ferrovie, strade, servizi di collegamento postale, opere idrauliche e di bonifica, case di cura per pellagrosi e per alienati mentali, miglioramento delle norme igienico-sanitarie, lotta alle tradizionali malattie sociali (malaria, pellagra).
Impegno, quale deputato, per dirottare maggiori fondi al Polesine per le spese straordinarie delle opere pubbliche (Bonifica padana).

LA BISA Agriturismo

Via Tenuta Spalletti 400
45027 - Trecenta (RO) - Italy
P.IVA 01451490294

Tel +39 0425.700404 - Fax +39 0425.716007
info@labisa.eu

Lat. 45º 00' 42" N - Long. 11º 27’ 40” E